Cappella San Severo e Cristo Velato

Il museo della cappella Sansevero si trova nel cuore di Napoli, non lontano dalla chiesa di San Domenico Maggiore.

È una chiesa sconsacrata, non più utilizzata per il culto e che contiene meravigliose sculture barocche, come il celebre Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, la Pudicizia di Antonio Corradini e il Disinganno di Francesco Queirolo.

La cappella viene costruita nel 1593 per volere di Alessandro di Sangro, ma fu trasformata nel Settecento da Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, che la fece diventare un luogo massonico e un sepolcro per i suoi parenti. La cappella è piena di simboli misteriosi e allegorici, che mostrano il genio e il carisma del principe, inventore, letterato e mecenate.

Qui sono conservate anche le famose macchine anatomiche, due scheletri umani con una precisa riproduzione del sistema circolatorio, fatti con una tecnica segreta dal principe e dai suoi collaboratori.

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Il Cristo velato

La scultura del Cristo velato è un’opera realizzata da Giuseppe Sanmartino nel 1753 per la cappella Sansevero di Napoli. Rappresenta il corpo di Gesù morto, coperto da un velo marmoreo che aderisce alle sue forme in modo perfetto e molto realistico.

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Il velo trasmette la sofferenza e il martirio subito dal Cristo, di cui si vedono i segni sul viso e sul corpo. Ai piedi della scultura ci sono gli strumenti della passione: la corona di spine, i chiodi, la spugna e il martello.

La scultura fu commissionata da Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, che originariamente la voleva collocare nel mausoleo sotterraneo della sua famiglia.

Il primo scultore incaricato della sua realizzazione fu Antonio Corradini, che morì prima di completare l’opera e lasciò solo un bozzetto in terracotta.

Il principe affidò, quindi, il compito a Sanmartino, che dimostrò una straordinaria abilità nel lavorare il marmo e creare l’effetto del velo trasparente.

La scultura ha suscitato l’ammirazione di molti artisti e viaggiatori, tra cui anche Antonio Canova, che avrebbe voluto acquistarla, e il marchese de Sade, che la definì “la più bella opera d’arte che esista”. La scultura ha anche dato origine a una leggenda secondo cui il velo sarebbe stato ottenuto con una sostanza chimica inventata dal principe di Sangro, capace di trasformare il tessuto in marmo.

Il Disinganno

Il Dinsinganno è una scultura scolpita da Francesco Queirolo su commissione di Raimondo di Sangro, che voleva dedicarla al padre Antonio che, dopo una vita dissoluta, era diventato prete dopo aver rinunciato ai vizi e agli sfarzi.

La scultura mostra un uomo che si svincola dalla rete del peccato, guidato da un angelo che gli indica la terra e la Bibbia.

Il Disinganno esprime la debolezza umana e la speranza di salvezza possibile solo attraverso la strada della verità. L’opera ha anche un significato massonico, perché simboleggia il passaggio dalla tenebra alla luce.

Le macchine anatomiche

Le macchine anatomiche sono due rappresentazioni anatomiche dell’apparato circolatorio, realizzate nella seconda metà del 1700 usando come base gli scheletri di un uomo e di una donna. Si trovano nella cavea sotterranea della cappella Sansevero, dove sono visibili in due teche.

Le macchine anatomiche le fece fare Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, a un medico di Palermo, Giuseppe Salerno, che aveva ottime conoscenze di anatomia e imbalsamazione. Il principe voleva avere dei modelli che illustrassero il sistema circolatorio in modo accurato e verosimile, per fini scientifici e simbolici.

Le macchine anatomiche sono il risultato di una ricostruzione artificiale del sistema circolatorio, fatta con vari materiali, come cera d’api, filo metallico e seta colorata. La fedeltà e la cura con cui sono stati realizzati i vasi sanguigni hanno meravigliato e interessato molti visitatori e studiosi, tanto da far nascere delle leggende secondo cui i due corpi sarebbero stati il prodotto di esperimenti alchemici o di torture fatte dal principe di Sangro.

Queste leggende sono state confutate dagli studi scientifici che hanno dimostrato la natura artificiale delle macchine anatomiche e la loro realizzazione con tecniche normali nell’epoca settecentesca.

Come visitare la Cappella San Severo

Orari

La cappella è aperta al pubblico dal lunedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00. Chiuso il martedì.

Biglietti

Intero 10€ – ridotto 7€ (ragazzi da 10 a 25 anni; disabili + accompagnatore) – ridotto soci FAI 8€.

Gratuito per bambini fino a 9 anni.

Visite guidate

Puoi visitare la cappella e il Cristo velato con un tour proposto da Get Your guide a piedi del centro storico che include anche ingresso e visita alla cappella.

Come raggiungere la cappella San Severo

La cappella si trova nel cuore del centro storico di Napoli.

Per raggiungerla si può prendere la metropolitana linea 1 o 2 fino alla stazione di Piazza Dante o la funicolare fino alla stazione di Montesanto.